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Tu sei qui: PoliticaCampania verso la zona arancione, De Luca chiede aperture serali per ristoranti e controlli su movida

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Campania verso la zona arancione, De Luca chiede aperture serali per ristoranti e controlli su movida

La Campania va verso la zona arancione. La conferma ufficiale arriverà venerdì prossimo, quando il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà la nuova ordinanza basata sul monitoraggio da parte della Cabina di regia del ministero e dell’Istituto Superiore di Sanità

Scritto da (Maria Abate), martedì 13 aprile 2021 10:00:47

Ultimo aggiornamento martedì 13 aprile 2021 15:59:45

La Campania va verso la zona arancione. La conferma ufficiale arriverà venerdì prossimo, quando il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà la nuova ordinanza basata sul monitoraggio da parte della Cabina di regia del ministero e dell'Istituto Superiore di Sanità. Ma ad anticiparlo è stato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che ieri, insieme al sindaco di Benevento Clemente Mastella, ha incontrato a Palazzo Mosti una delegazione di commercianti e ristoratori del Sannio.

«Credo - ha dichiarato - che venerdì il Cts collocherà in zona arancione anche la Campania. Usciamo quindi fuori da questa cosa demenziale della zona rossa per la Campania».

E ha annunciato: «Faremo un'ordinanza per dire che chi ha la tessera di avvenuta vaccinazione può andare al ristorante senza limitazione. Questo passaggio richiede però ancora qualche settimana».

«È evidente - ha aggiunto il governatore - che il grosso dell'attività dei ristoranti avviene di sera e non a pranzo. Ma dobbiamo definire un orario, 11:30 o mezzanotte... L'importante è che dopo tutti vadano a casa perché se abbiamo migliaia di persone in mezzo alla strada nei fine settimana noi nel giro di due settimane torniamo in zona rossa».

Per De Luca il problema «non è il ristoratore che apre la sera, ma la movida» perché nel ristorante «si possono fare limitazioni in sicurezza con il numero programmato dei clienti. Il contrasto agli assembramenti lo fanno le forze di polizia non il gestore del bar. È un problema di ordine pubblico», ha rimarcato.

«La verità è che in questi tre mesi che abbiamo alle spalle il territorio italiano è stato abbandonato a se stesso. Siamo stati nelle mani del Padreterno perché non c'era una pattuglia in mezzo alla strada e avevamo centinaia di ragazzi senza mascherina», ha dichiarato.

 

Cosa riapre se torniamo in arancione

Riaprono i negozi di vendita al dettaglio, ma anche i servizi alla persona (parrucchieri, barbieri, estetisti). In quest'area è sempre vietato consumare cibi e bevande all'interno dei ristoranti e delle altre attività di ristorazione (compresi bar, pasticcerie, gelaterie etc.) e nelle loro adiacenze. Dalle 5.00 alle 22.00 è consentita la vendita con asporto di cibi e bevande, dalle 5.00 alle 18.00, senza restrizioni; dalle 18.00 alle 22.00, è vietata ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina (e altri esercizi simili - codice ATECO 56.3). La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti. Nei festivi e prefestivi sono chiusi i centri commerciali, ma al loro interno restano aperti farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, lavanderie e tintorie, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie. Chiuse ancora fino al 30 aprile palestre e piscine. In Zona Arancione consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all'aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno 2 metri.

(Foto: Fb Vincenzo De Luca)

 

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